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lunedì 5 gennaio 2015

PIZZE ORIGINALI

sono un pizzettaro amatoriale


Mi piace creare accostamenti originali e sorprendere i miei ospiti con pizze nuove e mai assaggiate.
recentemente mi sono cimentato anche nella descrizione delle varie ricette...
di seguito alcuni dei risultati migliori!

SCAROLA
La pizza con la scarola è una derivazione della focaccia tradizionale campana che spesso viene preparata durante il periodo natalizio. Esistono molte varianti di questa ricetta: la più comune prevede che la pizza venga farcita con un ripieno a base di scarola, cotta in padella insieme ad acciughe, capperi e olive. Nella mia versione ho eliminato il concetto di pizza ripiena, per sposare quello di pizza farcita classica ed ho eliminato i capperi, aggiungendo invece i pinoli tostati e uvetta. Il sapore amarognolo dell’insalata scarola e il gusto deciso di acciughe e olive si sposano molto bene con il gusto più delicato dei pinoli ed il dolce dell’uvetta, donando a questa pizza un ottimo equilibrio.

SOTTOBOSCO SPAGNOLO
Per questa preparazione mi sono ispirato alle atmosfere delle terre iberiche ed ho immaginato un viaggio sensoriale nel bosco autunnale madrileno. Ad una base classica bianca, ho quindi pensato di accostare un Jamón Iberico Pata Negra, prodotto da suini di razza iberica con mantello nero dalla caratteristica unghia dello zoccolo di colore nero. Quello utilizzato stasera, denominato “de Bellota” è il top e proviene da animali che si nutrono essenzialmente di ghiande di quercia cadute dagli alberi. Il grasso, straordinariamente sapido, fonde letteralmente alla temperatura di 32-33° donando ancora maggiore sapore al boccone. Accanto al prosciutto iberico, quindi, non poteva mancare il frutto autunnale per antonomasia: la castagna. Distribuita sulla superficie della pizza a scaglie, come fosse tartufo, saprà fondere il proprio gusto caratteristico con quello dell’affettato per farci sentire, per un attimo, in un’opera di Cervantes.

SWEET MEMORIES OF TUSCANY
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere dei turisti americani, capitati per la prima volta nella nostra vita in Toscana: il sogno che si realizza… la storia da toccare con un dito. L’architettura classica, il marmo bianchissimo delle statue e, soprattutto, sapori che non dimenticheremo mai. Ecco, per questa pizza ho voluto evocare le atmosfere toscane per come le ricorderebbe un americano. Ad una base bianca ho aggiunto uno degli ingredienti più antichi dell’arte culinaria toscana: il lardo di colonnata. Così definito perché dal marmo si ricavano le conche in cui vengono riposte, a strati alterni, le falde di lardo suino e la salata con gli aromi: pepe, cannella, chiodi di garofano, coriandolo, salvia, rosmarino. Anche in questo caso il grasso comincerà a sciogliersi per la temperatura della pizza e andrà a fondere ed esaltare i propri aromi con quelli del miele di acacia di cui sarà cosparso. Le note dolci di questa pizza vengono stemperate dall’amarognolo delle noci sbriciolate che, inoltre, donano una piacevole sensazione di croccantezza in bocca. Sarà dura per noi yankees tornare agli hot dog… o no?

ROMAGNA & LOMBARDIA
Si parla della mortadella già nei libri di cucina del Trecento, anche se è probabile che esistessero diversi tipi di mortadella realizzata con carni di vitello e di asino. La fabbricazione e l'applicazione dei sigilli di garanzia era di competenza della Corporazione dei Salaroli, una delle più antiche di Bologna, che già nel 1376 aveva per stemma un mortaio (da qui il nome dell’insaccato) con pestello. Solo nel 1644, abbiamo documentata la prima ricetta scritta della mortadella. Ed è originale della metà del milleseicento la mortadella che ho utilizzato stasera per realizzare questa pizza, nella quale il profumo caratteristico ed intenso dell’insaccato viene accostato ad una base costituita da una crema di patate aromatizzata al gorgonzola, il meraviglioso formaggio erborinato originario dell’omonima cittadina lombarda.
L’unione tra mortadella e gorgonzola riceve, infine, un ultimo tocco originale dalla glassa di balsamico che decora e rifinisce il trancio.

MARGHERITA
Sulla margherita (in alto la foto di una delle mie più recenti) c’è poco da dilungarsi… pomodoro, fior di latte, olio EVO.
L’unico “segreto” che contraddistingue la mia… vabbè è un segreto quindi scopritelo all’assaggio!!!

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